sabato 9 giugno 2012


Musica da sentire...
Le magie della voce di Cristina Zavalloni
Unica artista a essersi esibita per tre volte nella stessa stagione alla Carnegie Hall di New York, Cristina Zavalloni usa la voce con l’intensità che richiede uno “strumento originale”. E, dal jazz alla chanson française, sino alle partiture contemporanee, le sue interpretazioni hanno il rigore di una esecuzione classica e il calore di un concerto in un club. Il suo nuovo lavoro è dedicato al versante “afro americano” della sua ricerca, una raccolta di canzoni che descrivono la regale fragilità dell’universo femminile, con citazioni tra il jazz e le melodie anni sessanta.
Cristina Zavalloni & Radar Band - La donna di cristallo
Egea

Se ti piace ascolta: Kathy Berberian, Petra Magoni

Nostalgie anni '80
Una sottile vena di nostalgia anni '80 accompagna le canzoni di questo disco, secondo album di una giovane band che suona un pop elettronico e fuori tempo, con la passione e di chi allora non c’era, e adesso pensa a quel tempo come a un periodo di luminose piste da ballo. Su tutto, la divertente cover di “Tenax” di Diana Est, per consegnare anche la dance italiana alla storia, non solo del costume, ma anche della musica.
Serpenti - 
Serpenti
Universal

Se ti piace ascolta: Pet Shop Boys

Blues del Mississippi
Dalle profondità del Delta del Mississippi, ritorna Dr John, musicista che, tra gli anni '60 e i '70, ha fatto conoscere i misteri del blues a una generazione di rock band. Il nuovo disco è prodotto da un suo grande fan, Dan Auerback dei Black Keys, uno dei gruppi che oggi, più di tutti, si ispirano ai fraseggi di chitarra che portarono le storie dei neri d’America sui palchi del pop.
Dr. john - Locked Down
Nonesuch
Se ti piace ascolta: Black Keys, Muddy Waters

Musica dal Maghreb
Per immergersi nella “modernità” della musica magrebina, Aziz Sahmaoui è una guida perfetta. Qui si dedica alla riproposta dello straordinario patrimonio “gnawa”, fatto di suoni rituali, una maniera di concepire la creatività come pratica edonistica e terapeutica al tempo stesso. In questo disco la tradizione del Marocco viene riletta con l’intensità di chi conosce bene anche i linguaggi del rock.
Aziz Sahmaoui - Aziz Sahmaoui & University of Gnawa
Naïve.

Se ti piace ascolta: Kheb Khaled, Youssou N’Dour

...da leggere
Vita di Keith Richards
Scritta da un autore che ha già raccontato la vita e gli aspetti meno visibili delle carriere di grandi star dello spettacolo, questa biografia ci porta nei luoghi e negli anni delle trasformazioni profonde della società occidentale. Quando la musica aveva in sé l’aspirazione alla ribellione, alla scoperta di mondi lontani, al desiderio di fare dell’adolescenza una miscela di rabbia e edonismo. Che Keith Richards, il chitarrista dei Rolling Stones, ha perfettamente rappresentato. E i suoi ricordi ci accompagnano mentre immagina come sarebbe dovuto essere il fraseggio ritmico di “Satisfaction” e quello di “Gimme Shelter”, mentre la sua creatività, e quella dei tanti musicisti che ha incontrato, segnava la storia del rock.
Victor Bockris
Keith Richards
Odoya

De André e i suoi amici
Viene ripubblicato il bel libro di Riccardo Bertoncelli su Fabrizio de André, un’opera che ci fa conoscere il lavoro del cantautore genovese, attraverso le emozioni di chi con lui ha condiviso scrittura e orizzonti artistici. Da Mauro Pagani a Ivano Fossati, con saggio critico introduttivo di Franco Fabbri. Ma c’è, in questa edizione, molto di più. Bertoncelli, infatti, ha arricchito il volume con un lungo capitolo dedicato a uno degli aspetti ancora poco noti della produzione di De André, il progetto dei Notturni, sino a ora considerata solo una idea da sviluppare. L’autore è riuscito, grazie a molto materiale inedito, a rendere pubblica la fase di lavorazione di questo disco, per il quale il musicista aveva già iniziato la ricerca sui suoni e sui testi.
Riccardo Bertoncelli
Belin sei sicuro?
Giunti

Il festival
Sherwood Festival - Padova
Inaugura, come è consuetudine da molti anni, la stagione estiva delle grandi rassegne musicali, lo Sherwood Festival nel parcheggio dello stadio Euganeo di Padova.
Dal 15 giugno sino al 14 luglio, si alternano sul palco i nomi più celebri del nuovo suono italiano, con molti ospiti internazionali. Una occasione per ascoltare, dal vivo, gli artisti che hanno pubblicato negli ultimi mesi, i dischi migliori. Il musicista più atteso è sicuramente Manu Chao, che manca dall’Italia da molti anni e che il 25 giugno riproporrà la sua trascinante miscela di ritmi dal mondo tra Africa, Caraibi e America Latina, un omaggio alle diversità culturali che descrivono, meglio di ogni parola, il mondo che verrà. Inaugurazione il 15 giugno con The Zen Circus, il 16 ci sono Il Teatro degli Orrori e il 22 i Subsonica, il 27 i rapper americani Cypress Hill e il 29 Caparezza.
Per informazioni: www.sherwood.it

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