Little wide fluffy cloud
lunedì 17 settembre 2012
martedì 11 settembre 2012
La felicità, la rabbia e la polvere
La felicità, la rabbia e la polvere
Nuovi cd per Alanis Morissette e Ry Cooder
di Maurizio Iorio
Alanis MorissetteHavoc and bright lights (Sony)
Se a Madonna va riconosciuto un talento artistico, non è tanto al suo lato musicale che bisogna guardare, quanto a quello dell’autopromozione, che rivaleggia con quello che deve avere un frigorifero per vendere se stesso agli eschimesi. Oltre al selfmarketing, la signora Ciccone possiede anche un bel fiuto per scoprire e produrre nuovi talenti. Come la canadese Alanis Morissette, scovata per l’appunto da Madonna e da lei messa sotto contratto con l’etichetta Maverick, di sua proprietà. Canadese di Ottawa, classe ’74, la giovane Morissette, già teen-star televisiva nel suo paese, vende 28 milioni di copie del suo disco d’esordio, “Jagged Little pill” (1995). Altri due cd di teen-pop, registrati in precedenza, vengono rapidamente fatti sparire dalla circolazione. Il resto è storia nota, svariati album alle spalle, rapida scalata alle classifiche, rockeuse di riferimento dell’universo femminile “incazzato”. Tutto questo fino al 2008, quando “Flavors of entanglement” , un disperato grido d’amore per il suo ex, l’attore Ryan Reynolds, che l’aveva piantata per l’attrice Scarlett Johannson, chiude il periodo, assai lungo, della rabbia e del dolore. Poi un’assenza di 4 anni, durante i quali la ragazza, ormai trentottenne, trova di nuovo l’amore ed anche la maternità. Gli artigli vengono spuntati e la felicità entra a far parte del suo bagaglio lirico e musicale, che rispecchia il suo attuale stato di grazia. In “Havoc and bright lights” c’è anche un brano dedicato al marito, “Til you”, che ribalta l’immagine da lei sempre veicolata dell’universo maschile, non propriamente accattivante. Di uomini sbagliati ne ha incontrati parecchi, in linea, d’altronde, con il suo caratteraccio di donna riottosa e difficile da addomesticare. Adesso, nonostante il look da bad girl, la Morissette è moglie e mamma felice, e il suo nuovo album ne rispecchia specularmente l’immagine. “Havoc…” non è un capolavoro da strapparsi i capelli, ma non è neanche da buttare via con l’acqua sporca. Diciamo che nulla toglie e nulla aggiunge al suo repertorio. Sicuramente meglio del precedente “Flavors..”, troppo sporcato da un’inconsueta veste elettronica, poco aderente allo stile della Calamity Jame del rock. Il produttore è rimasto lo stesso, Guy Sigworth, ma il ritorno al suono più ruvido e chitarristico le ha sicuramente giovato. In ogni caso, nessuna illusione, siamo lontani dai tempi di “Ironic”. di “You learn”, o di “You oughta now”. Qui siamo alla quiete dopo la tempesta, tipo “Ore 10 calma piatta”. Il mestiere ormai supporta la carenza di creatività (d’altronde, non si dice che la rabbia ed il dolore siano fonti d’ ispirazione?), ma in qualche brano (“Til You”, “Woman down”), lo sbadiglio parte incontrollato.
Ry CooderElection special (Nonesuch)
I lettori con la memoria d’elefante avranno sentito sicuramente parlare di tale Ry Cooder, songwriter langelino, ormai 65enne. Per gli altri, basta citare la colonna sonora del wendersiano “Paris Texas” e l’operazione Buena Vista Social Club, da lui organizzata, per avere un’idea dei territori musicali in cui ci troviamo. Artista immenso, molto blues e molto roots, Cooder entra a gamba tesa sulle prossime presidenziali americane, che terranno il mondo con il fiato sospeso fino al 6 novembre, quando gli elettori americani decideranno chi, fra Obama e Romney, sarà l’inquilino della casa Bianca per i prossimi 4 anni. Il nuovo Ry Cooder si intitola “Election Special”, il brano d’apertura “Mitt Romney blues”, che è tutto un programma. L’album, velenoso come pochi, è uscito alla vigilia della convention repubblicana di Tampa. Cooder ci va giù pesante: Romney è molto peggio di Bush (il suo cane, legato al portabagagli, abbaia al suo padrone. Su questa storia David Lettermann fa bei siparietti); i fratelli Koch, miliardari che finanziano a piene mani la destra americana, hanno fatto un patto con il diavolo (“Brother is gone”), Obama passeggia nervosamente nei corridoi della Casa Bianca a pensare come poter salvare l’America (“Cold cold feeling”). Le banche poi, in “Wall Street part of town”, attirano strali al vetriolo, già lanciati in “No bankers left behind” (nel precedente “Pull up some dust”). Lo “speciale elezioni” di Ry Cooder è un prontuario anti-Romney. Se l’ex-governatore del Massachussets dovesse vincere, per la democrazia americana sarà la fine, sostiene Cooder. Le nove canzoni, tutte intinte in un blues scarno e fatto in casa (con il figlio Joaquin), sono delle giaculatorie anti-repubblicane, ma non solo. Tutta la classe politica viene presa a pesci in fascia , da “Guantanamo” , a “Take your hands of it” , (“Giù le mani dalla Costituzione” ). Ma è Romney il parafulmine della rabbia anti-politici di Ry Cooder, che sostiene il movimento “Occupy”, in “The 90 and the 9” e nella già citata “… Wall street”. Infine “Going to Tampa” narra le vicende di un delegato repubblicano che a Tampa va a cercare una notte di sesso. Lo speciale elezioni non è un album erga omnes: è destinato ai lettori di Gore Vidal, ai cultori del primo Dylan, di Woody Gutrhie, di Tom Waits e John Hiatt, a tutti colore che riescono, di questi tempi, a reggere ancora l’ascolto di un album politico. Non pochi, tutto sommato, visto il successo degli springsteeniani “The ghost of Tom Joad” e “Devils and dust”, infarciti di sermoni politici pesanti come palle di cannone.
Alanis MorissetteHavoc and bright lights (Sony)Se a Madonna va riconosciuto un talento artistico, non è tanto al suo lato musicale che bisogna guardare, quanto a quello dell’autopromozione, che rivaleggia con quello che deve avere un frigorifero per vendere se stesso agli eschimesi. Oltre al selfmarketing, la signora Ciccone possiede anche un bel fiuto per scoprire e produrre nuovi talenti. Come la canadese Alanis Morissette, scovata per l’appunto da Madonna e da lei messa sotto contratto con l’etichetta Maverick, di sua proprietà. Canadese di Ottawa, classe ’74, la giovane Morissette, già teen-star televisiva nel suo paese, vende 28 milioni di copie del suo disco d’esordio, “Jagged Little pill” (1995). Altri due cd di teen-pop, registrati in precedenza, vengono rapidamente fatti sparire dalla circolazione. Il resto è storia nota, svariati album alle spalle, rapida scalata alle classifiche, rockeuse di riferimento dell’universo femminile “incazzato”. Tutto questo fino al 2008, quando “Flavors of entanglement” , un disperato grido d’amore per il suo ex, l’attore Ryan Reynolds, che l’aveva piantata per l’attrice Scarlett Johannson, chiude il periodo, assai lungo, della rabbia e del dolore. Poi un’assenza di 4 anni, durante i quali la ragazza, ormai trentottenne, trova di nuovo l’amore ed anche la maternità. Gli artigli vengono spuntati e la felicità entra a far parte del suo bagaglio lirico e musicale, che rispecchia il suo attuale stato di grazia. In “Havoc and bright lights” c’è anche un brano dedicato al marito, “Til you”, che ribalta l’immagine da lei sempre veicolata dell’universo maschile, non propriamente accattivante. Di uomini sbagliati ne ha incontrati parecchi, in linea, d’altronde, con il suo caratteraccio di donna riottosa e difficile da addomesticare. Adesso, nonostante il look da bad girl, la Morissette è moglie e mamma felice, e il suo nuovo album ne rispecchia specularmente l’immagine. “Havoc…” non è un capolavoro da strapparsi i capelli, ma non è neanche da buttare via con l’acqua sporca. Diciamo che nulla toglie e nulla aggiunge al suo repertorio. Sicuramente meglio del precedente “Flavors..”, troppo sporcato da un’inconsueta veste elettronica, poco aderente allo stile della Calamity Jame del rock. Il produttore è rimasto lo stesso, Guy Sigworth, ma il ritorno al suono più ruvido e chitarristico le ha sicuramente giovato. In ogni caso, nessuna illusione, siamo lontani dai tempi di “Ironic”. di “You learn”, o di “You oughta now”. Qui siamo alla quiete dopo la tempesta, tipo “Ore 10 calma piatta”. Il mestiere ormai supporta la carenza di creatività (d’altronde, non si dice che la rabbia ed il dolore siano fonti d’ ispirazione?), ma in qualche brano (“Til You”, “Woman down”), lo sbadiglio parte incontrollato.
Ry CooderElection special (Nonesuch)I lettori con la memoria d’elefante avranno sentito sicuramente parlare di tale Ry Cooder, songwriter langelino, ormai 65enne. Per gli altri, basta citare la colonna sonora del wendersiano “Paris Texas” e l’operazione Buena Vista Social Club, da lui organizzata, per avere un’idea dei territori musicali in cui ci troviamo. Artista immenso, molto blues e molto roots, Cooder entra a gamba tesa sulle prossime presidenziali americane, che terranno il mondo con il fiato sospeso fino al 6 novembre, quando gli elettori americani decideranno chi, fra Obama e Romney, sarà l’inquilino della casa Bianca per i prossimi 4 anni. Il nuovo Ry Cooder si intitola “Election Special”, il brano d’apertura “Mitt Romney blues”, che è tutto un programma. L’album, velenoso come pochi, è uscito alla vigilia della convention repubblicana di Tampa. Cooder ci va giù pesante: Romney è molto peggio di Bush (il suo cane, legato al portabagagli, abbaia al suo padrone. Su questa storia David Lettermann fa bei siparietti); i fratelli Koch, miliardari che finanziano a piene mani la destra americana, hanno fatto un patto con il diavolo (“Brother is gone”), Obama passeggia nervosamente nei corridoi della Casa Bianca a pensare come poter salvare l’America (“Cold cold feeling”). Le banche poi, in “Wall Street part of town”, attirano strali al vetriolo, già lanciati in “No bankers left behind” (nel precedente “Pull up some dust”). Lo “speciale elezioni” di Ry Cooder è un prontuario anti-Romney. Se l’ex-governatore del Massachussets dovesse vincere, per la democrazia americana sarà la fine, sostiene Cooder. Le nove canzoni, tutte intinte in un blues scarno e fatto in casa (con il figlio Joaquin), sono delle giaculatorie anti-repubblicane, ma non solo. Tutta la classe politica viene presa a pesci in fascia , da “Guantanamo” , a “Take your hands of it” , (“Giù le mani dalla Costituzione” ). Ma è Romney il parafulmine della rabbia anti-politici di Ry Cooder, che sostiene il movimento “Occupy”, in “The 90 and the 9” e nella già citata “… Wall street”. Infine “Going to Tampa” narra le vicende di un delegato repubblicano che a Tampa va a cercare una notte di sesso. Lo speciale elezioni non è un album erga omnes: è destinato ai lettori di Gore Vidal, ai cultori del primo Dylan, di Woody Gutrhie, di Tom Waits e John Hiatt, a tutti colore che riescono, di questi tempi, a reggere ancora l’ascolto di un album politico. Non pochi, tutto sommato, visto il successo degli springsteeniani “The ghost of Tom Joad” e “Devils and dust”, infarciti di sermoni politici pesanti come palle di cannone.
Mostre e libri mese settembre 2012
Mostre
Architettura da tutto il mondo
Sarà nel segno dell’architettura e delle esposizioni la Biennale di Venezia che invade la città lagunare con il tema Common Ground scelto da David Chipperfeld. Dai padiglioni dei Giardini a quello dell’Arsenale, ai tanti luoghi della città, il cartellone è ricco di incontri e idee di grande vivacità. Alla Biennale partecipano 55 nazioni, alcune delle quali, come l’Angola, il Perù, il Kuwait, il Kossovo, per la prima volta. Chipperfield ha invitato un centinaio di architetti, fotografi, artisti a presentare progetti, moltissimi dei quali originali e appositamente creati per l’occasione.
Il percorso principale si articola dunque su 63 proposte, alcune delle quali frutto di un singolo ideatore, altre invece prodotto della collaborazione di professionisti di diversi settori del sapere. Ma accanto alla proposta principale, Venezia offre tanti altri eventi e luoghi straordinari, a cominciare dall’Arsenale, il più lungo edificio industriale dismesso recuperato in Italia.
13° Biennale di Venezia. Common ground
Giardini della Biennale e altri luoghi
Dal 29 agosto al 25 novembre
Ingresso: 20 euro, soci Coop 18 euro
Info: Tel. 041-5218828, www.labiennale.org
Sarà nel segno dell’architettura e delle esposizioni la Biennale di Venezia che invade la città lagunare con il tema Common Ground scelto da David Chipperfeld. Dai padiglioni dei Giardini a quello dell’Arsenale, ai tanti luoghi della città, il cartellone è ricco di incontri e idee di grande vivacità. Alla Biennale partecipano 55 nazioni, alcune delle quali, come l’Angola, il Perù, il Kuwait, il Kossovo, per la prima volta. Chipperfield ha invitato un centinaio di architetti, fotografi, artisti a presentare progetti, moltissimi dei quali originali e appositamente creati per l’occasione.Il percorso principale si articola dunque su 63 proposte, alcune delle quali frutto di un singolo ideatore, altre invece prodotto della collaborazione di professionisti di diversi settori del sapere. Ma accanto alla proposta principale, Venezia offre tanti altri eventi e luoghi straordinari, a cominciare dall’Arsenale, il più lungo edificio industriale dismesso recuperato in Italia.
13° Biennale di Venezia. Common ground
Giardini della Biennale e altri luoghi
Dal 29 agosto al 25 novembre
Ingresso: 20 euro, soci Coop 18 euro
Info: Tel. 041-5218828, www.labiennale.org
Ricostruzione futurista
“Ricostruzioni futuriste dell’universo” si intitolava il manifesto che nel 1915 Giacomo Balla e Fortunato Depero pubblicarono per definire i termini del loro movimento. E questo è il titolo che il Mart di Rovereto ha dato alla mostra che presenta il risultato di quel manifesto. Era quello un atto di fiducia nell’arte totale, che si espresse anche attraverso l'irruzione degli artisti in settori e in luoghi fino ad allora giudicati inadeguati a pittori, poeti, scultori, musicisti. Così i futuristi hanno spaziato dall’arredo alla moda, dalla pubblicità al cinema, dalla musica alla danza e sono stati i primi a ufficializzare l’opportunità dell’autopromozione dell’artista attraverso l’editoria, la fotografia, la corrispondenza. Questa mostra propone un cammino che si snoda attraverso i campi indicati allora dal manifesto di Giacomo Balla e Fortunato Depero. Scena, movimento, volo, autopromozione, Io/ombra, automa sono i capitoli che scandiscono l’esposizione del Mart e l’idea stessa di futurismo.
Ricostruzione futurista
Museo Mart, Rovereto di Trento
Fino al 30 novembre
Ingresso: 10 euro, soci Coop 7 euro
Info: Tel. 0464-438887, info@mart.trento.it
“Ricostruzioni futuriste dell’universo” si intitolava il manifesto che nel 1915 Giacomo Balla e Fortunato Depero pubblicarono per definire i termini del loro movimento. E questo è il titolo che il Mart di Rovereto ha dato alla mostra che presenta il risultato di quel manifesto. Era quello un atto di fiducia nell’arte totale, che si espresse anche attraverso l'irruzione degli artisti in settori e in luoghi fino ad allora giudicati inadeguati a pittori, poeti, scultori, musicisti. Così i futuristi hanno spaziato dall’arredo alla moda, dalla pubblicità al cinema, dalla musica alla danza e sono stati i primi a ufficializzare l’opportunità dell’autopromozione dell’artista attraverso l’editoria, la fotografia, la corrispondenza. Questa mostra propone un cammino che si snoda attraverso i campi indicati allora dal manifesto di Giacomo Balla e Fortunato Depero. Scena, movimento, volo, autopromozione, Io/ombra, automa sono i capitoli che scandiscono l’esposizione del Mart e l’idea stessa di futurismo.Ricostruzione futurista
Museo Mart, Rovereto di Trento
Fino al 30 novembre
Ingresso: 10 euro, soci Coop 7 euro
Info: Tel. 0464-438887, info@mart.trento.it
Libri
L'amore impossibile tra la ragazza e il boss
Cosa succede se nella Roma di qualche decennio fa si incontrano un giovane malavitoso delle borgate, ma dalle sfrenate ambizioni, e una ragazza della società della capitale, ricca e viziata? è il tema principale del libro di Giancarlo De Cataldo che, dopo la fortunata storia scritta e poi portata sul grande schermo sulla Banda della Magliana, torna con la descrizione del Libanese, il giovane malavitoso che sogna di diventare il re della mala della capitale. Dal carcere dove incontra e si allea controvoglia con i camorristi napoletani, al ritorno nella sua borgata, la ascesa e i sogni di un ragazzo perduto, sognatore e sentimentale. Soprattutto dopo l’incontro con Giada, ragazza della Roma bene e ricca, annoiata e drogata che, tra uno spinello e una pista di coca, spera di riuscire a cambiare il mondo con una rivoluzione improbabile. E spera di cominciare trasformando naturalmente quel nuovo e strano amico e amante, il Libanese appunto. Tutti e due impegni per lei assolutamente impossibili.
Giancarlo De Cataldo
Io sono il Libanese
Einaudi Editore - 132 pagine, 13 euro
Cosa succede se nella Roma di qualche decennio fa si incontrano un giovane malavitoso delle borgate, ma dalle sfrenate ambizioni, e una ragazza della società della capitale, ricca e viziata? è il tema principale del libro di Giancarlo De Cataldo che, dopo la fortunata storia scritta e poi portata sul grande schermo sulla Banda della Magliana, torna con la descrizione del Libanese, il giovane malavitoso che sogna di diventare il re della mala della capitale. Dal carcere dove incontra e si allea controvoglia con i camorristi napoletani, al ritorno nella sua borgata, la ascesa e i sogni di un ragazzo perduto, sognatore e sentimentale. Soprattutto dopo l’incontro con Giada, ragazza della Roma bene e ricca, annoiata e drogata che, tra uno spinello e una pista di coca, spera di riuscire a cambiare il mondo con una rivoluzione improbabile. E spera di cominciare trasformando naturalmente quel nuovo e strano amico e amante, il Libanese appunto. Tutti e due impegni per lei assolutamente impossibili.Giancarlo De Cataldo
Io sono il Libanese
Einaudi Editore - 132 pagine, 13 euro
L'amicizia nel kibbutz e il sogno svanito di Israele
Il kibbutz israeliano negli anni ’50-’60 è stato uno dei luoghi della speranza e del mito, non solo per Israele. Vita comunitaria, lavoro ugualitario, speranze di costruire un futuro in cui tutti avessero uno spazio insieme individuale e collettivo. Questo il manifesto programmatico di quella straordinaria esperienza. Ora Amoz Oz ci descrive attraverso otto racconti i personaggi, il clima, la realtà di quella costruzione. Potremmo definirlo il kibbutz reale. Quindi ci spiega anche le ragioni del suo fallimento, insieme alla speranza ancora attuale di un nuovo modo di intendere la vita comunitaria. Amos Oz in un kibbutz ha vissuto e ha creduto profondamente in quella esperienza. Ora, attraverso le storie dei personaggi che popolano l’immaginario luogo di Yekhat, ci fa capire quale è stato il limite insuperabile che ne ha tarpato le ali: “Tutti sono compagni, ma ben pochi sono amici veri”. Il dubbio è se questo sia un limite del kibbutz o dell’uomo.
Amos Oz
Tra amici
Editore Feltrinelli - 144 pagine, 14 euro
Il kibbutz israeliano negli anni ’50-’60 è stato uno dei luoghi della speranza e del mito, non solo per Israele. Vita comunitaria, lavoro ugualitario, speranze di costruire un futuro in cui tutti avessero uno spazio insieme individuale e collettivo. Questo il manifesto programmatico di quella straordinaria esperienza. Ora Amoz Oz ci descrive attraverso otto racconti i personaggi, il clima, la realtà di quella costruzione. Potremmo definirlo il kibbutz reale. Quindi ci spiega anche le ragioni del suo fallimento, insieme alla speranza ancora attuale di un nuovo modo di intendere la vita comunitaria. Amos Oz in un kibbutz ha vissuto e ha creduto profondamente in quella esperienza. Ora, attraverso le storie dei personaggi che popolano l’immaginario luogo di Yekhat, ci fa capire quale è stato il limite insuperabile che ne ha tarpato le ali: “Tutti sono compagni, ma ben pochi sono amici veri”. Il dubbio è se questo sia un limite del kibbutz o dell’uomo.Amos Oz
Tra amici
Editore Feltrinelli - 144 pagine, 14 euro
Musica da sentire...
De Gregori riscopre i canti popolari
è un De Gregori lontano dalle ballate che lo hanno reso famoso, quello che ha registrato, insieme a Ambrogio Sparagna, "Vola Vola Vola", una raccolta di canti popolari della tradizione italiana, arrangiati per una sontuosa orchestra di organetti. Sono tutti giovani i musicisti che partecipano all’album, virtuosi di strumenti come la zampogna, la ghironda e la ciaramella e cantanti del Coro Popolare diretto da Annarita Colaianni. L’ascolto si trasforma subito in una festa e le arie del passato si mescolano con alcuni classici di De Gregori, come "La ragazza e la miniera" e "Volavola".
Francesco de Gregori e Ambrogio Sparagna - Vola Vola Vola
Musica per Roma
Se ti piace ascolta: Canzoniere del Lazio, Orchestra di Piazza Vittorio
è un De Gregori lontano dalle ballate che lo hanno reso famoso, quello che ha registrato, insieme a Ambrogio Sparagna, "Vola Vola Vola", una raccolta di canti popolari della tradizione italiana, arrangiati per una sontuosa orchestra di organetti. Sono tutti giovani i musicisti che partecipano all’album, virtuosi di strumenti come la zampogna, la ghironda e la ciaramella e cantanti del Coro Popolare diretto da Annarita Colaianni. L’ascolto si trasforma subito in una festa e le arie del passato si mescolano con alcuni classici di De Gregori, come "La ragazza e la miniera" e "Volavola".Francesco de Gregori e Ambrogio Sparagna - Vola Vola Vola
Musica per Roma
Se ti piace ascolta: Canzoniere del Lazio, Orchestra di Piazza Vittorio
Il Brasile di Nicola Conte
Nicola Conte è stato il primo artista italiano a incidere per la Blue Note, la prestigiosa etichetta jazz americana. In questo disco presenta una selezione di brani da lui scelti per raccontare il Brasile della bossa e della samba degli anni 60. Alle origini del movimento tropicalista che segnò, nel paese, la riscoperta orgogliosa di un ricchissimo patrimonio culturale.
Autori vari - Nicola Conte presents Viagem 4
FarOut
Se ti piace ascolta: Gilles Peterson, Joao Gilberto
Nicola Conte è stato il primo artista italiano a incidere per la Blue Note, la prestigiosa etichetta jazz americana. In questo disco presenta una selezione di brani da lui scelti per raccontare il Brasile della bossa e della samba degli anni 60. Alle origini del movimento tropicalista che segnò, nel paese, la riscoperta orgogliosa di un ricchissimo patrimonio culturale.Autori vari - Nicola Conte presents Viagem 4
FarOut
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Ancora i grandi Beatles
Continua la ripubblicazione di tutto il catalogo dei Beatles "restaurato". Oltre ai dischi originali, è adesso disponibile, solo in versione digitale, questa raccolta che contiene le più celebri canzoni rock del gruppo che ha cambiato per sempre gli stili di vita. Da "Revolution" a "I’ve Got a Feeling" a brani meno noti, come "You Can’t Do that".
The Beatles - Tomorrow Never Knows
EMI
Se ti piace ascolta: The Cream, Oasis
Continua la ripubblicazione di tutto il catalogo dei Beatles "restaurato". Oltre ai dischi originali, è adesso disponibile, solo in versione digitale, questa raccolta che contiene le più celebri canzoni rock del gruppo che ha cambiato per sempre gli stili di vita. Da "Revolution" a "I’ve Got a Feeling" a brani meno noti, come "You Can’t Do that".The Beatles - Tomorrow Never Knows
EMI
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Tra ottoni e danze
La famiglia Markovic è una autentica leggenda dei Balcani. I due musicisti, padre e figlio, sono i più famosi (e bravi) trombettisti della ex Jugoslavia. Ogni loro concerto scatena danze caldissime sino all’alba, con i lucidissimi ottoni che intonano marce nuziali e inni al piacere. Ascoltarli dal vivo è una esperienza unica. Questo disco prova a trasmettere quelle inarrivabili atmosfere.
Boban I Marko Markovic Orkestar - The best of
Piranha Music
Se ti piace ascolta: Balkan Beat Box, Taraf de Hadouks
La famiglia Markovic è una autentica leggenda dei Balcani. I due musicisti, padre e figlio, sono i più famosi (e bravi) trombettisti della ex Jugoslavia. Ogni loro concerto scatena danze caldissime sino all’alba, con i lucidissimi ottoni che intonano marce nuziali e inni al piacere. Ascoltarli dal vivo è una esperienza unica. Questo disco prova a trasmettere quelle inarrivabili atmosfere.Boban I Marko Markovic Orkestar - The best of
Piranha Music
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...da leggere
Le musiche di Valentina
Come era Valentina da bambina? Cosa agitava la sua mente? E quali musiche si ascoltavano nei periodi che l’hanno resa una delle "strisce" di fumetto più amate? Antonio Crepax ha immaginato un meraviglioso "prequel" delle storie della conturbante e sinuosa figura e, con i disegni del padre Guido, lo ha affidato a un libro, "Bonne Nuit", che il pianista Diego Baiardi ha musicato, con la collaborazione di grandi virtuosi, come la cantante Cristina Cavalloni, la vocalist Petra Magoni e i jazzisti Antonello Salis, Paolo Fresu, Tullio de Piscopo e altri. Un’opera multimediale, insomma, da sfogliare e ascoltare facendosi sedurre dalla bellezza delle ninne nanne popolari che accompagnano le immagini.
Diego Baiardi e Antonio Crepax
Bonne Nuit
Egea
Come era Valentina da bambina? Cosa agitava la sua mente? E quali musiche si ascoltavano nei periodi che l’hanno resa una delle "strisce" di fumetto più amate? Antonio Crepax ha immaginato un meraviglioso "prequel" delle storie della conturbante e sinuosa figura e, con i disegni del padre Guido, lo ha affidato a un libro, "Bonne Nuit", che il pianista Diego Baiardi ha musicato, con la collaborazione di grandi virtuosi, come la cantante Cristina Cavalloni, la vocalist Petra Magoni e i jazzisti Antonello Salis, Paolo Fresu, Tullio de Piscopo e altri. Un’opera multimediale, insomma, da sfogliare e ascoltare facendosi sedurre dalla bellezza delle ninne nanne popolari che accompagnano le immagini. Diego Baiardi e Antonio Crepax
Bonne Nuit
Egea
La vera storia degli Stones
Ritorna, l’attenzione per i Rolling Stones, il gruppo che, insieme ai Beatles, ha cambiato non solo la musica con quella colorata rivoluzione sociale che ebbe il centro nella Londra anni 60. Lo conferma questo bel libro a proposito del quale Keith Richards ha scritto: "è andata proprio così", una biografia scritta "in presa diretta" da Stanley Booth. Pubblicato nel 1894, questo lavoro esce ora ampiamente arricchito in occasione dei cinquanta anni della band. Testimonianza di una generazione che proprio ai riff delle chitarre elettriche, alla voce "soul" di Mick Jagger aveva affidato le proprie speranze.
Stanley Booth
Le vere avventure dei Rolling Stones
Feltrinelli
Ritorna, l’attenzione per i Rolling Stones, il gruppo che, insieme ai Beatles, ha cambiato non solo la musica con quella colorata rivoluzione sociale che ebbe il centro nella Londra anni 60. Lo conferma questo bel libro a proposito del quale Keith Richards ha scritto: "è andata proprio così", una biografia scritta "in presa diretta" da Stanley Booth. Pubblicato nel 1894, questo lavoro esce ora ampiamente arricchito in occasione dei cinquanta anni della band. Testimonianza di una generazione che proprio ai riff delle chitarre elettriche, alla voce "soul" di Mick Jagger aveva affidato le proprie speranze.Stanley Booth
Le vere avventure dei Rolling Stones
Feltrinelli
Il tour
Arrivano i Radiohead
Dopo le tante vicissitudini estive, sono finalmente attesi in Italia per 4 date i Radiohead. La band di Thom Yorke arriva da una anno di collaborazioni e iniziative straordinarie, alcune delle quali realizzate al di fuori dei normali canali discografici. Sperimentali, a tratti fortemente onirici, capaci di ricreare atmosfere visionarie che spaziano dalle citazioni più "acide" all’amore per i compositori minimali. In attesa che venga pubblicato l’album registrato dal vivo durante un concerto "segreto" nella sede abbandonata di una banca della City londinese, dove hanno duettato con i Massive Attack e gli U.N.K.L.E, presenteranno dal vivo anche alcuni brani inediti sino a ora disponibili solo sul loro sito. Come "Staircase" e "Daily Mail". Le date: 22 settembre Roma, 23 settembre Firenze, 25 settembre Bologna, 26 settembre Codroipo (Ud).
Per informazioni: tel. 02 30515020, www.vivoconcerti.it
Dopo le tante vicissitudini estive, sono finalmente attesi in Italia per 4 date i Radiohead. La band di Thom Yorke arriva da una anno di collaborazioni e iniziative straordinarie, alcune delle quali realizzate al di fuori dei normali canali discografici. Sperimentali, a tratti fortemente onirici, capaci di ricreare atmosfere visionarie che spaziano dalle citazioni più "acide" all’amore per i compositori minimali. In attesa che venga pubblicato l’album registrato dal vivo durante un concerto "segreto" nella sede abbandonata di una banca della City londinese, dove hanno duettato con i Massive Attack e gli U.N.K.L.E, presenteranno dal vivo anche alcuni brani inediti sino a ora disponibili solo sul loro sito. Come "Staircase" e "Daily Mail". Le date: 22 settembre Roma, 23 settembre Firenze, 25 settembre Bologna, 26 settembre Codroipo (Ud).Per informazioni: tel. 02 30515020, www.vivoconcerti.it
L’intervista
Papik
Papik fa parte di quella scena, sempre più ricca, di nuovi artisti italiani che hanno un solido mercato internazionale, ma sono ancora poco conosciuti in Italia. Nerio Poggi, questo è il suo vero nome, è un musicista soul blues, con un suono che arriva dalla tradizione della black music considerato una star in molti paesi del mondo. Come il Giappone, dove al prestigioso Blue Note Club di Tokyo, ha fatto registrare una serie di notti “tutto esaurito”.Music Inside è il suo ultimo album.
Quali dischi hai ascoltato di recente?
La mia musica si nutre di fonti di ispirazione e di ascolti molto diversi. Adesso, ad esempio non posso fare a meno di una raccolta di classici di Bruno Martino, una passione travolgente, la mia, per questo artista poco noto che ha influenzato tutta quella scena contemporanea che viene definita “cocktail music”. E il mio prossimo album sarà dedicato proprio a questo grande musicista.
Ho acquistato il cd Lucio Dalla, “Dalla”, uno dei suoi dischi più belli. Avevo il vinile, l’ho consumato con ascolti infiniti. Ci sono alcuni suoi classici come “L’anno che verrà”. E infine “Continuum” di John Meyer, un chitarrista americano tra folk e blues, un album appena ripubblicato in una lussuosa versione.
La mia musica si nutre di fonti di ispirazione e di ascolti molto diversi. Adesso, ad esempio non posso fare a meno di una raccolta di classici di Bruno Martino, una passione travolgente, la mia, per questo artista poco noto che ha influenzato tutta quella scena contemporanea che viene definita “cocktail music”. E il mio prossimo album sarà dedicato proprio a questo grande musicista.
Ho acquistato il cd Lucio Dalla, “Dalla”, uno dei suoi dischi più belli. Avevo il vinile, l’ho consumato con ascolti infiniti. Ci sono alcuni suoi classici come “L’anno che verrà”. E infine “Continuum” di John Meyer, un chitarrista americano tra folk e blues, un album appena ripubblicato in una lussuosa versione.
E i libri?
Ho appena finito di leggere la biografia di Burt Bacharac, The Look of Love, una storia avventurosa sulla vita di uno dei più grandi compositori di tutti i tempi, altro artista molto presente nel mio lavoro. è stato emozionante conoscere la sua maniera di creare e di collaborare con tanti cantanti internazionali. Ho acquistato Gomorra dopo aver visto il film e ho trovato l’opera di Saviano più toccante e atroce della versione cinematografica.
Ho iniziato da poco Fai bei sogni, il nuovo libro di Massimo Gramellini. C’è quella leggerezza che ti fa sentire, sempre, parte della storia.
Ho appena finito di leggere la biografia di Burt Bacharac, The Look of Love, una storia avventurosa sulla vita di uno dei più grandi compositori di tutti i tempi, altro artista molto presente nel mio lavoro. è stato emozionante conoscere la sua maniera di creare e di collaborare con tanti cantanti internazionali. Ho acquistato Gomorra dopo aver visto il film e ho trovato l’opera di Saviano più toccante e atroce della versione cinematografica.
Ho iniziato da poco Fai bei sogni, il nuovo libro di Massimo Gramellini. C’è quella leggerezza che ti fa sentire, sempre, parte della storia.
Chiudiamo con i film...
L’ultimo film, The Artist, l’ho visto sul volo per Tokyo, quando sono stato in Giappone. è stato un caso. Era l’unico in lingua italiana. è stata una rivelazione. Un capolavoro, con l’attore che sembra davvero uscito da una pellicola del cinema muto. Su dvd ho guardato La versione di Barney. E poi un film italiano che avevo il timore fosse “giovanilistico” e che invece offre un'acuta osservazione sulle nuove generazioni. Scialla. Stai sereno, con la colonna sonora di Amir.
L’ultimo film, The Artist, l’ho visto sul volo per Tokyo, quando sono stato in Giappone. è stato un caso. Era l’unico in lingua italiana. è stata una rivelazione. Un capolavoro, con l’attore che sembra davvero uscito da una pellicola del cinema muto. Su dvd ho guardato La versione di Barney. E poi un film italiano che avevo il timore fosse “giovanilistico” e che invece offre un'acuta osservazione sulle nuove generazioni. Scialla. Stai sereno, con la colonna sonora di Amir.
lunedì 10 settembre 2012
Archivio Stampa Malattie genetiche 'rare', ne soffrono in milioni
Malattie genetiche 'rare', ne soffrono in milioni
Cellule staminali e sequenziamento del genoma umano: tra speranze e delusioni si attende la cura risolutiva
di Fabrizio de Jorio
Sono rare ma colpiscono tra i 2 e i 3 milioni di persone in Italia. Parliamo delle malattie genetiche rare, alcune delle quali affliggono un numero così esiguo di persone che nessuno, né le industrie farmaceutiche, né i governi, prevedono una qualche forma di cura o di assistenza. In particolare si lamenta anche l’assenza di farmaci tanto che si parla di “farmaci orfani”, cioè quella categoria di molecole che le industrie farmaceutiche non studiano perché non c’è un riscontro commerciale e quindi non investono nella ricerca.
Pur essendo rare, non sono poche, perché, come conferma Bruno Dallapiccola, genetista medico di fama mondiale, direttore scientifico dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, le malattie rare “sono attualmente circa 5000, con una progressione tale che entro cinque o sei anni potremmo arrivare a classificarne fino a 8000 e interessano complessivamente tra il 6 e l’8% della popolazione”. Tecnicamente per essere definita rara, una malattia deve colpire meno di una persona su 2000 con una mutazione di circa 100 geni diversi alzando questa soglia a un malato ogni 10mila persone. Nel 50% dei casi si tratta di malattie difficilmente diagnosticabili, perché sono poco studiate e mancano anche le linee guida di queste patologie. In pratica si fa fatica anche a trovare informazioni a riguardo. Un vero calvario per i genitori e per le famiglie di persone affette da questo tipo di patologia.
Le associazioni dei malati e dei loro familiari da anni chiedono più assistenza e investimenti nella ricerca. Il 18 settembre dalle 9.30 alle 13.00 all'Auditorium del Ministero della Salute a Roma si svolgeranno gli Stati Generali delle Malattie Rare dal titolo "Malattie rare e Sviluppo Economico" organizzati dall'Associazione "Giuseppe Dossetti: i Valori". Tutte le associazioni si propongono di stimolare un dibattito per contribuire all'individuazione di misure atte a garantire una migliore condizione di giustizia e di riconoscimento del diritto alla tutela della Salute di quanti ogni giorno convivono con la malattia. L'iniziativa ha lo scopo di individuare obiettivi ed azioni a sostegno dei comparti della Sanità, della produzione industriale e dell'impresa farmaceutica.
Le difficoltà e il calvario dei genitori lo descrive Maurizio Zoppi, padre di Eleonora, una bimba di 7 anni, affetta da Sindrome di Williams: “La vita di un genitore, di una famiglia con un figlio malato cambia radicalmente. Anche dal punto di vista lavorativo, oltre alle difficoltà per seguire le cure di nostra figlia Eleonora, siamo penalizzati, perché nessun datore di lavoro investe su una persona che ha una tale problematica”. Inoltre bisogna “considerare anche le ore che noi investiamo quotidianamente per accudire nostra figlia, nel portarla e riprenderla dalle terapie, nell’organizzare ogni piccola cosa della nostra vita in funzione della malattia di Eleonora”. Non solo, ma “le strutture sanitarie- aggiunge il papà Maurizio - non sempre ci vengono incontro”. Insomma essere genitori di un bimbo affetto da malattia rara, oltre ad essere un lavoro usurante, è anche un handicap.
Le difficoltà delle famiglie, soprattutto delle mamme, lo testimonia anche la mamma di Eleonora, Giulia Ranisi, rappresentante dell’associazione Uniamo. “Eleonora ha un grave ritardo nella comunicazione, nel comportamento, con attacchi auto lesivi. La mancanza di geni che ha lei è molto ampia tanto che al Bambin Gesù ci sono solo 10 casi come il suo e quindi non è neanche possibile fare una correlazione statistica per suggerire una risposta migliore alla malattia”. Farmaci per la cura della sindrome di Williams ancora non ce ne sono e allora ecco che le strutture sanitarie sono indispensabili per alleviare il disagio e dare risposte adeguate per migliorare la qualità della vita dei piccoli malati. “Noi accompagniamo nostra figlia circa sei volte a settimana da vari terapisti:logopedia, terapia comportamentale-cognitiva, psicomotricità. Ma non sempre il risultato è quello auspicato”. Ma l’assistenza domiciliare? “L’assistenza domiciliare che potrebbe risolvere alcuni problemi, non solo di natura logistica, spesso è carente e non c’è per tutti. Noi siamo in lista di attesa- conferma Giulia - e per ora ci è stata concessa per sei ore al mese con una assistente non qualificata”. Chi ha la sventura di avere un figlio con malattia genetica rara, sa che anche i genitori si sottopongono a terapia psicologica: il cosiddetto parent training, una sorta di formazione continua che consente di assistere ed accudire al meglio i propri figli ma anche a superare le immense difficoltà a livello psicologico che minano equilibrio e stabilità non solo individuali ma spesso anche di coppia. Far coincidere gli orari di lavoro, la scuola dei bambini, le varie attività come le terapie e il menàge familiare è una sfida quotidiana che richiede una grande determinazione e forza d’animo. Un sacrificio continuo che mette a dura prova la famiglia. Le speranze delle famiglie sono anche riposte nella cura delle cellule staminali e per le quali nelle scorse settimane si è riacceso il dibattito anche dopo il caso della bimba Celeste. Decreto Balduzzi: le associazioni chiedono che tutte le malattie rare, senza discriminazioni, siano inserite nell’elenco delle esenzioni
Le associazioni dei malati, ma in particolare Uniamo, Federazione italiana malattie rare, attendevano da tempo l’approvazione del decreto del ministro della Salute Renato Balduzzi, che prevede, tra le altre cose, la riforma dell'assistenza primaria, l'aggiornamento dei LEA e l'aggiornamento dell'elenco delle malattie rare riconosciute ai sensi del D.M. 279/2001. “Sono tutti passi importanti che meritano la massima attenzione, ma quale elenco verrà approvato? Perché questo- sostiene la Onlus Uniamo- è un nodo delicato che riguarda il modo con cui le malattie rare sono state affrontate per certi aspetti dai nostri governi: un oggetto fiscale. Ma dietro l'esenzione dalla partecipazione al costo delle prestazioni c'è la malattia e ci sono i malati. E se è vero che i malati rari hanno diritto a delle speciali tutele date le loro particolari condizione di "malati orfani", e per questo il DM 279/2001 istituisce la Rete a garanzia di queste tutele, allora bisogna andare fino in fondo e sciogliere questa contraddizione: da un lato creare una rete di assistenza per i malati rari, dare una dignità, una cittadinanza ai malati rari equa tra "malati". Dall'altro usare l'esenzione, e la conseguente necessità di accertamento del diritto tramite un elenco, quale misura che crea quell'odioso discrimine all'interno dello stesso macrogruppo delle malattie rare”. In effetti, dall’elenco delle malattie rare ne sono state escluse oltre 100 i cui malati dovranno sostenere le spese per farmaci, terapie e accertamento diagnostici senza alcun intervento del servizio pubblico. Quindi saranno i malati senza tutela.
Uniamo infatti spiega che “se l'aggiornamento dell'elenco prevederà anche la definizione di un meccanismo di automatico ed equo inserimento della malattia rara tra le riconosciute ed esenti, allora sarà veramente un grande passo avanti. Se l'elenco di cui si parla è la nota lista di 109 patologie rare a suo tempo inserite nella bozza di riforma dei LEA mai approvata, allora davvero si sarà persa una grande occasione per fare del bene ai malati rari”.
Il 21 e il 22 settembre Uniamo dedica un fine settimana di approfondimento ad alcune nuove tematiche proposte dall’Unione Europea. Il programma dei lavori prevede il giorno 21 pomeriggio un incontro su Farmacovigilanza, Cure Transfrontaliere e Screening, mentre la mattina del giorno 22 ha in programma i lavori del progetto Diaspro Rosso (http://www.uniamo.org/it/news/news-uniamo/382-diaspro-rosso-il-progetto-entra-nella-fase-finale.html) e un approfondimento sul tema dei Registri e delle Help Line dedicate. Il pomeriggio del 22 si svolgerà l’Assemblea di UNIAMO FIMR Onlus.
Cellule staminali: come funzionano. Per i pazienti sono una speranza in più, per l’Autorità italiana del farmaco e per alcuni ricercatori è ancora presto per dire se la cura è efficaceLa terapia con le cellule staminali, ultimamente ha visto genitori, giudici e medici su fronti opposti. I primi che vogliono a tutti i costi sperimentare sui loro figli le nuove terapie nella speranza di alleviare i dolori e trovare una risposta alle patologie che affliggono i figli. Giudici e medici spesso su sponde opposte gli uni che per sentenza obbligano i medici a somministrare una cura, o inibire una terapia, i medici che invece sui appellano ai protocolli internazionali e chiedono alla magistratura di non ingerire nella professione medica, come nel recente caso della bimba Celeste che sta effettuando una terapia con le cellule staminali. Le speranze di cura per le malattie genetiche rare risiede anche nel completamento del Progetto Genoma Umano. Un progetto iniziato circa 10 anni fa e che ha rivelato che il nostro genoma è costituito da 30.000-35.000 geni che permettono la costruzione di almeno 100.000 proteine diverse per il funzionamento delle cellule, dei tessuti e degli organi di una persona. Tuttavia, il professore Dallapiccola ha invitato alla cautela (vedere intervista) perché “tutti siamo geneticamente imperfetti e da questo deriva un fatto importante: chi è che spiega e interpreta questo essere geneticamente imperfetti? Si introduce il concetto di “pazienti immaginari”: soggetti che, nel momento in cui le analisi genomiche diventassero possibili per tutti, sapendo di avere dei geni di suscettibilità a determinate malattie, entrano in una categoria di persone sane, ma a rischio di ammalarsi. Ma essere a rischio non vuol dire ammalarsi”. Il trapianto di cellule staminali embrionali consiste nell'introdurre nel corpo del paziente cellule progenitori che formano pool cellulari che rispondono delle funzioni e sistemi determinati dell'organismo: sistemi nervoso, immunitario e muscolare, emopoiesi, circolazione del sangue ecc. Il trapianto di cellule staminali embrionali sottintende un intervento nell'organismo del paziente spesso con fleboclisi o per via sottocutanea. Certo non è la bacchetta magica, ma indubbiamente un modo per rallentare la progressione della malattia, o comunque migliorare la qualità della vita del paziente e della sua famiglia.
Queste cellule una volta introdotte nell’organismo del paziente si dirigono verso la lesione e lì si radicano, danno progenie, trascorrono la fase di specializzazione regolata dal nuovo organismo ospite sostituendosi alle cellule non funzionanti o lese favorendo in tal modo il ripristino della massa cellulare e il ripristino delle funzioni alterate dell'organismo. I fautori di questa terapia sostengono che tra gli effetti terapeutici delle cellule staminali embrionali ci sia la produzione di sostanze biologicamente attive necessarie all'organismo come fattori emopoietici di crescita, interleuchine, fattori di crescita dei nervi, fattori di necrosi dei tumori, fattori angiogenici e neurotropici ecc... Gli effetti osservati nei pazienti dopo il trapianto di cellule staminali embrionali si manifestano a tutti i livelli di organizzazione e di funzionamento dell'organismo e, secondo alcuni ricercatori, sono a carattere sistemico.
Il caso della bimba CelesteIl 31 agosto il giudice del Tribunale di Venezia ha dato il via libera alle cure per Celeste, la bambina malata di atrofia muscolare spinale e in cura presso gli Spedali Civili di Brescia. Erano state interrotte le terapie a base di cellule staminali a causa dello stop generale imposto dall’Aifa, Agenzia italiana del farmaco, alle attività con cellule staminali condotte dagli Spedali Civili di Brescia in collaborazione con la Stamina Foundation, su cui erano state rilevate presunte irregolarità. Con questo provvedimento, in pratica il giudice ha dato il consenso a disapplicare l’ordinanza Aifa per proseguire la terapia che la piccola stava seguendo prima che le indagini dei Nas e della Procura di Torino investissero la Stamina Foundation e, di conseguenza, le attività con cellule staminali svolte presso la struttura ospedaliera.
La motivazione del giudice, secondo quanto riportato dall’Ansa, risiederebbe nel fatto che la cura somministrata a Celeste è “da considerarsi quale cura compassionevole, prevista dal decreto ministeriale Turco del 2006 ripreso poi da Fazio nel 2008” e “non esiste allo stato attuale alcuna cura sperimentata idonea a far arrestare e regredire tale malattia, o quantomeno a farne rallentare il decorso”. Ma i medici, soprattutto i genetisti non sono d’accordo perché ritengono, in particolare i professori Silvio Garattini e Dallapiccola, che i protocolli internazionali devono essere rispettati anche dai giudici.
Cosa sono le malattie geneticheLe malattie genetiche sono l'espressione patologica di un'anomala alterazione o mutazione del patrimonio genetico a carico anche di un solo gene. Sono da distinguere dalle malattie cromosomiche dove il numero dei geni coinvolti è multiplo. Le anomalie genetiche possono causare un'alterazione strutturale, funzionale e quantitativa di specifiche proteine corporee la cui estrinsecazione è diversa secondo la funzione che la proteina svolge nell'organismo. Le malattie metaboliche ereditarie sono malattie genetiche nelle quali l'espressione clinica dipende da un aumento o da una diminuzione anormale di una o più sostanze, frequentemente tossiche, nei liquidi corporei che sono valutabili con appropriate indagini di laboratorio. Per molte malattie rare come la mucoviscidosi o la distrofia muscolare di Duchenne, è sufficiente l'alterazione (mutazione) di un solo gene, che si manifesta in genere con la comparsa di una serie di segni caratteristici, mentre per la maggior parte delle malattie comuni come il diabete, l'ipertensione, le malattie neuro-psichiatriche, e così via, l'effetto delle variazioni dei geni è modulato dall'influenza esercitata dal resto del genoma (patrimonio genetico) e dall'ambiente. Questo spiega la distinzione tra le malattie puramente genetiche rare, talvolta chiamate mendeliane o monogeniche, la cui apparizione può essere predetta nel momento in cui si conosce il gene responsabile o perfino la sua sola localizzazione - e le malattie comuni, la cui origine è multifattoriale e per le quali la presenza di un fattore di predisposizione in un individuo non comporta necessariamente la comparsa della malattia.
Certo, le malattie puramente genetiche sono rare, anche se, come abbiamo visto, sono numerose e ne sono state diagnosticate oltre 5000: oggi conosciamo circa un migliaio di geni responsabili della loro comparsa, mentre al contrario conosciamo pochi geni che predispongono alle malattie comuni. Anche le malattie comuni hanno una componente genetica, e i loro fattori di predisposizione potranno in futuro essere scoperti più facilmente grazie alle conoscenze acquisite con lo Human Genome Project, il progetto mondiale di sequenziazione del genoma umano. Le malattie genetiche si dividono in quattro categorie: le malattie cromosomiche coinvolgono la mancanza o la presenza in eccesso di un cromosoma, o la presenza di un cromosoma in cui sono presenti lesioni osservabili al microscopio; le malattie monogeniche sono determinate invece da un solo gene mutante, e vengono trasmesse con un meccanismo ereditario di tipo mendeliano: le malattie multifattoriali sono il prodotto dell'interazione di molti geni e di molti fattori ambientali, e la loro trasmissione ereditaria è molto complessa; e infine, le malattie legate a eredità mitocondiale sono prodotte dall'alterazione del DNA mitocondriale che si trasmette solo in linea femminile.
Il ruolo delle associazioni a sostegno delle famiglie e dei pazienti di malattie genetiche rare Sono tante le associazioni che in Italia rappresentano i malati e le loro famiglie. Tra queste c’è la Co.Ge.Mar Coordinamento genitori malattie rare, una Onlus, che si batte per sostenere i genitori e divulgare il concetto della conoscenza, di come affrontare, come ci dice il presidente Antonio Manzo, “questa falcidie poco conosciuta – se non negli ambienti scientifici – delle cosiddette malattie rare. Quelle che colpiscono nel 50% dei casi, i bambini in tenera età. Un evento atroce che, quando si abbatte su una famiglia, distrugge il vivere quotidiano di grandi e piccoli”. L’unione, la tenacia, fra questi genitori in lotta, prosegue Manzo, papà di Manuel “possono sollecitare l’attenzione dell’opinione pubblica, la volontà e la voglia di compartecipazione al fenomeno delle “malattie rare”. Certo la battaglia, aggiunge, “deve essere partecipata da tutti, senza remore o timori anche se velate da grande riservatezza. Occorre dire che la sofferenza dei piccoli consente a chiunque di esprimere una grande umanità ma che abbiamo bisogno del sostegno delle istituzioni. Spesso rimaniamo siamo soli a curare i nostri figli, genitori, parenti e anche noi spesso non ce la facciamo a sostenere il peso del dolore di vedere i nostri piccoli così vulnerati e così fragili di fronte alla malattia. Aiutateci, ve ne saremo grati”.
Sono rare ma colpiscono tra i 2 e i 3 milioni di persone in Italia. Parliamo delle malattie genetiche rare, alcune delle quali affliggono un numero così esiguo di persone che nessuno, né le industrie farmaceutiche, né i governi, prevedono una qualche forma di cura o di assistenza. In particolare si lamenta anche l’assenza di farmaci tanto che si parla di “farmaci orfani”, cioè quella categoria di molecole che le industrie farmaceutiche non studiano perché non c’è un riscontro commerciale e quindi non investono nella ricerca.
Pur essendo rare, non sono poche, perché, come conferma Bruno Dallapiccola, genetista medico di fama mondiale, direttore scientifico dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, le malattie rare “sono attualmente circa 5000, con una progressione tale che entro cinque o sei anni potremmo arrivare a classificarne fino a 8000 e interessano complessivamente tra il 6 e l’8% della popolazione”. Tecnicamente per essere definita rara, una malattia deve colpire meno di una persona su 2000 con una mutazione di circa 100 geni diversi alzando questa soglia a un malato ogni 10mila persone. Nel 50% dei casi si tratta di malattie difficilmente diagnosticabili, perché sono poco studiate e mancano anche le linee guida di queste patologie. In pratica si fa fatica anche a trovare informazioni a riguardo. Un vero calvario per i genitori e per le famiglie di persone affette da questo tipo di patologia.
Le associazioni dei malati e dei loro familiari da anni chiedono più assistenza e investimenti nella ricerca. Il 18 settembre dalle 9.30 alle 13.00 all'Auditorium del Ministero della Salute a Roma si svolgeranno gli Stati Generali delle Malattie Rare dal titolo "Malattie rare e Sviluppo Economico" organizzati dall'Associazione "Giuseppe Dossetti: i Valori". Tutte le associazioni si propongono di stimolare un dibattito per contribuire all'individuazione di misure atte a garantire una migliore condizione di giustizia e di riconoscimento del diritto alla tutela della Salute di quanti ogni giorno convivono con la malattia. L'iniziativa ha lo scopo di individuare obiettivi ed azioni a sostegno dei comparti della Sanità, della produzione industriale e dell'impresa farmaceutica.
Le difficoltà e il calvario dei genitori lo descrive Maurizio Zoppi, padre di Eleonora, una bimba di 7 anni, affetta da Sindrome di Williams: “La vita di un genitore, di una famiglia con un figlio malato cambia radicalmente. Anche dal punto di vista lavorativo, oltre alle difficoltà per seguire le cure di nostra figlia Eleonora, siamo penalizzati, perché nessun datore di lavoro investe su una persona che ha una tale problematica”. Inoltre bisogna “considerare anche le ore che noi investiamo quotidianamente per accudire nostra figlia, nel portarla e riprenderla dalle terapie, nell’organizzare ogni piccola cosa della nostra vita in funzione della malattia di Eleonora”. Non solo, ma “le strutture sanitarie- aggiunge il papà Maurizio - non sempre ci vengono incontro”. Insomma essere genitori di un bimbo affetto da malattia rara, oltre ad essere un lavoro usurante, è anche un handicap.
Le difficoltà delle famiglie, soprattutto delle mamme, lo testimonia anche la mamma di Eleonora, Giulia Ranisi, rappresentante dell’associazione Uniamo. “Eleonora ha un grave ritardo nella comunicazione, nel comportamento, con attacchi auto lesivi. La mancanza di geni che ha lei è molto ampia tanto che al Bambin Gesù ci sono solo 10 casi come il suo e quindi non è neanche possibile fare una correlazione statistica per suggerire una risposta migliore alla malattia”. Farmaci per la cura della sindrome di Williams ancora non ce ne sono e allora ecco che le strutture sanitarie sono indispensabili per alleviare il disagio e dare risposte adeguate per migliorare la qualità della vita dei piccoli malati. “Noi accompagniamo nostra figlia circa sei volte a settimana da vari terapisti:logopedia, terapia comportamentale-cognitiva, psicomotricità. Ma non sempre il risultato è quello auspicato”. Ma l’assistenza domiciliare? “L’assistenza domiciliare che potrebbe risolvere alcuni problemi, non solo di natura logistica, spesso è carente e non c’è per tutti. Noi siamo in lista di attesa- conferma Giulia - e per ora ci è stata concessa per sei ore al mese con una assistente non qualificata”. Chi ha la sventura di avere un figlio con malattia genetica rara, sa che anche i genitori si sottopongono a terapia psicologica: il cosiddetto parent training, una sorta di formazione continua che consente di assistere ed accudire al meglio i propri figli ma anche a superare le immense difficoltà a livello psicologico che minano equilibrio e stabilità non solo individuali ma spesso anche di coppia. Far coincidere gli orari di lavoro, la scuola dei bambini, le varie attività come le terapie e il menàge familiare è una sfida quotidiana che richiede una grande determinazione e forza d’animo. Un sacrificio continuo che mette a dura prova la famiglia. Le speranze delle famiglie sono anche riposte nella cura delle cellule staminali e per le quali nelle scorse settimane si è riacceso il dibattito anche dopo il caso della bimba Celeste. Decreto Balduzzi: le associazioni chiedono che tutte le malattie rare, senza discriminazioni, siano inserite nell’elenco delle esenzioni
Le associazioni dei malati, ma in particolare Uniamo, Federazione italiana malattie rare, attendevano da tempo l’approvazione del decreto del ministro della Salute Renato Balduzzi, che prevede, tra le altre cose, la riforma dell'assistenza primaria, l'aggiornamento dei LEA e l'aggiornamento dell'elenco delle malattie rare riconosciute ai sensi del D.M. 279/2001. “Sono tutti passi importanti che meritano la massima attenzione, ma quale elenco verrà approvato? Perché questo- sostiene la Onlus Uniamo- è un nodo delicato che riguarda il modo con cui le malattie rare sono state affrontate per certi aspetti dai nostri governi: un oggetto fiscale. Ma dietro l'esenzione dalla partecipazione al costo delle prestazioni c'è la malattia e ci sono i malati. E se è vero che i malati rari hanno diritto a delle speciali tutele date le loro particolari condizione di "malati orfani", e per questo il DM 279/2001 istituisce la Rete a garanzia di queste tutele, allora bisogna andare fino in fondo e sciogliere questa contraddizione: da un lato creare una rete di assistenza per i malati rari, dare una dignità, una cittadinanza ai malati rari equa tra "malati". Dall'altro usare l'esenzione, e la conseguente necessità di accertamento del diritto tramite un elenco, quale misura che crea quell'odioso discrimine all'interno dello stesso macrogruppo delle malattie rare”. In effetti, dall’elenco delle malattie rare ne sono state escluse oltre 100 i cui malati dovranno sostenere le spese per farmaci, terapie e accertamento diagnostici senza alcun intervento del servizio pubblico. Quindi saranno i malati senza tutela.Uniamo infatti spiega che “se l'aggiornamento dell'elenco prevederà anche la definizione di un meccanismo di automatico ed equo inserimento della malattia rara tra le riconosciute ed esenti, allora sarà veramente un grande passo avanti. Se l'elenco di cui si parla è la nota lista di 109 patologie rare a suo tempo inserite nella bozza di riforma dei LEA mai approvata, allora davvero si sarà persa una grande occasione per fare del bene ai malati rari”.
Il 21 e il 22 settembre Uniamo dedica un fine settimana di approfondimento ad alcune nuove tematiche proposte dall’Unione Europea. Il programma dei lavori prevede il giorno 21 pomeriggio un incontro su Farmacovigilanza, Cure Transfrontaliere e Screening, mentre la mattina del giorno 22 ha in programma i lavori del progetto Diaspro Rosso (http://www.uniamo.org/it/news/news-uniamo/382-diaspro-rosso-il-progetto-entra-nella-fase-finale.html) e un approfondimento sul tema dei Registri e delle Help Line dedicate. Il pomeriggio del 22 si svolgerà l’Assemblea di UNIAMO FIMR Onlus.
Cellule staminali: come funzionano. Per i pazienti sono una speranza in più, per l’Autorità italiana del farmaco e per alcuni ricercatori è ancora presto per dire se la cura è efficaceLa terapia con le cellule staminali, ultimamente ha visto genitori, giudici e medici su fronti opposti. I primi che vogliono a tutti i costi sperimentare sui loro figli le nuove terapie nella speranza di alleviare i dolori e trovare una risposta alle patologie che affliggono i figli. Giudici e medici spesso su sponde opposte gli uni che per sentenza obbligano i medici a somministrare una cura, o inibire una terapia, i medici che invece sui appellano ai protocolli internazionali e chiedono alla magistratura di non ingerire nella professione medica, come nel recente caso della bimba Celeste che sta effettuando una terapia con le cellule staminali. Le speranze di cura per le malattie genetiche rare risiede anche nel completamento del Progetto Genoma Umano. Un progetto iniziato circa 10 anni fa e che ha rivelato che il nostro genoma è costituito da 30.000-35.000 geni che permettono la costruzione di almeno 100.000 proteine diverse per il funzionamento delle cellule, dei tessuti e degli organi di una persona. Tuttavia, il professore Dallapiccola ha invitato alla cautela (vedere intervista) perché “tutti siamo geneticamente imperfetti e da questo deriva un fatto importante: chi è che spiega e interpreta questo essere geneticamente imperfetti? Si introduce il concetto di “pazienti immaginari”: soggetti che, nel momento in cui le analisi genomiche diventassero possibili per tutti, sapendo di avere dei geni di suscettibilità a determinate malattie, entrano in una categoria di persone sane, ma a rischio di ammalarsi. Ma essere a rischio non vuol dire ammalarsi”. Il trapianto di cellule staminali embrionali consiste nell'introdurre nel corpo del paziente cellule progenitori che formano pool cellulari che rispondono delle funzioni e sistemi determinati dell'organismo: sistemi nervoso, immunitario e muscolare, emopoiesi, circolazione del sangue ecc. Il trapianto di cellule staminali embrionali sottintende un intervento nell'organismo del paziente spesso con fleboclisi o per via sottocutanea. Certo non è la bacchetta magica, ma indubbiamente un modo per rallentare la progressione della malattia, o comunque migliorare la qualità della vita del paziente e della sua famiglia.
Queste cellule una volta introdotte nell’organismo del paziente si dirigono verso la lesione e lì si radicano, danno progenie, trascorrono la fase di specializzazione regolata dal nuovo organismo ospite sostituendosi alle cellule non funzionanti o lese favorendo in tal modo il ripristino della massa cellulare e il ripristino delle funzioni alterate dell'organismo. I fautori di questa terapia sostengono che tra gli effetti terapeutici delle cellule staminali embrionali ci sia la produzione di sostanze biologicamente attive necessarie all'organismo come fattori emopoietici di crescita, interleuchine, fattori di crescita dei nervi, fattori di necrosi dei tumori, fattori angiogenici e neurotropici ecc... Gli effetti osservati nei pazienti dopo il trapianto di cellule staminali embrionali si manifestano a tutti i livelli di organizzazione e di funzionamento dell'organismo e, secondo alcuni ricercatori, sono a carattere sistemico.
Il caso della bimba CelesteIl 31 agosto il giudice del Tribunale di Venezia ha dato il via libera alle cure per Celeste, la bambina malata di atrofia muscolare spinale e in cura presso gli Spedali Civili di Brescia. Erano state interrotte le terapie a base di cellule staminali a causa dello stop generale imposto dall’Aifa, Agenzia italiana del farmaco, alle attività con cellule staminali condotte dagli Spedali Civili di Brescia in collaborazione con la Stamina Foundation, su cui erano state rilevate presunte irregolarità. Con questo provvedimento, in pratica il giudice ha dato il consenso a disapplicare l’ordinanza Aifa per proseguire la terapia che la piccola stava seguendo prima che le indagini dei Nas e della Procura di Torino investissero la Stamina Foundation e, di conseguenza, le attività con cellule staminali svolte presso la struttura ospedaliera.
La motivazione del giudice, secondo quanto riportato dall’Ansa, risiederebbe nel fatto che la cura somministrata a Celeste è “da considerarsi quale cura compassionevole, prevista dal decreto ministeriale Turco del 2006 ripreso poi da Fazio nel 2008” e “non esiste allo stato attuale alcuna cura sperimentata idonea a far arrestare e regredire tale malattia, o quantomeno a farne rallentare il decorso”. Ma i medici, soprattutto i genetisti non sono d’accordo perché ritengono, in particolare i professori Silvio Garattini e Dallapiccola, che i protocolli internazionali devono essere rispettati anche dai giudici.
Cosa sono le malattie geneticheLe malattie genetiche sono l'espressione patologica di un'anomala alterazione o mutazione del patrimonio genetico a carico anche di un solo gene. Sono da distinguere dalle malattie cromosomiche dove il numero dei geni coinvolti è multiplo. Le anomalie genetiche possono causare un'alterazione strutturale, funzionale e quantitativa di specifiche proteine corporee la cui estrinsecazione è diversa secondo la funzione che la proteina svolge nell'organismo. Le malattie metaboliche ereditarie sono malattie genetiche nelle quali l'espressione clinica dipende da un aumento o da una diminuzione anormale di una o più sostanze, frequentemente tossiche, nei liquidi corporei che sono valutabili con appropriate indagini di laboratorio. Per molte malattie rare come la mucoviscidosi o la distrofia muscolare di Duchenne, è sufficiente l'alterazione (mutazione) di un solo gene, che si manifesta in genere con la comparsa di una serie di segni caratteristici, mentre per la maggior parte delle malattie comuni come il diabete, l'ipertensione, le malattie neuro-psichiatriche, e così via, l'effetto delle variazioni dei geni è modulato dall'influenza esercitata dal resto del genoma (patrimonio genetico) e dall'ambiente. Questo spiega la distinzione tra le malattie puramente genetiche rare, talvolta chiamate mendeliane o monogeniche, la cui apparizione può essere predetta nel momento in cui si conosce il gene responsabile o perfino la sua sola localizzazione - e le malattie comuni, la cui origine è multifattoriale e per le quali la presenza di un fattore di predisposizione in un individuo non comporta necessariamente la comparsa della malattia.
Certo, le malattie puramente genetiche sono rare, anche se, come abbiamo visto, sono numerose e ne sono state diagnosticate oltre 5000: oggi conosciamo circa un migliaio di geni responsabili della loro comparsa, mentre al contrario conosciamo pochi geni che predispongono alle malattie comuni. Anche le malattie comuni hanno una componente genetica, e i loro fattori di predisposizione potranno in futuro essere scoperti più facilmente grazie alle conoscenze acquisite con lo Human Genome Project, il progetto mondiale di sequenziazione del genoma umano. Le malattie genetiche si dividono in quattro categorie: le malattie cromosomiche coinvolgono la mancanza o la presenza in eccesso di un cromosoma, o la presenza di un cromosoma in cui sono presenti lesioni osservabili al microscopio; le malattie monogeniche sono determinate invece da un solo gene mutante, e vengono trasmesse con un meccanismo ereditario di tipo mendeliano: le malattie multifattoriali sono il prodotto dell'interazione di molti geni e di molti fattori ambientali, e la loro trasmissione ereditaria è molto complessa; e infine, le malattie legate a eredità mitocondiale sono prodotte dall'alterazione del DNA mitocondriale che si trasmette solo in linea femminile.
Il ruolo delle associazioni a sostegno delle famiglie e dei pazienti di malattie genetiche rare Sono tante le associazioni che in Italia rappresentano i malati e le loro famiglie. Tra queste c’è la Co.Ge.Mar Coordinamento genitori malattie rare, una Onlus, che si batte per sostenere i genitori e divulgare il concetto della conoscenza, di come affrontare, come ci dice il presidente Antonio Manzo, “questa falcidie poco conosciuta – se non negli ambienti scientifici – delle cosiddette malattie rare. Quelle che colpiscono nel 50% dei casi, i bambini in tenera età. Un evento atroce che, quando si abbatte su una famiglia, distrugge il vivere quotidiano di grandi e piccoli”. L’unione, la tenacia, fra questi genitori in lotta, prosegue Manzo, papà di Manuel “possono sollecitare l’attenzione dell’opinione pubblica, la volontà e la voglia di compartecipazione al fenomeno delle “malattie rare”. Certo la battaglia, aggiunge, “deve essere partecipata da tutti, senza remore o timori anche se velate da grande riservatezza. Occorre dire che la sofferenza dei piccoli consente a chiunque di esprimere una grande umanità ma che abbiamo bisogno del sostegno delle istituzioni. Spesso rimaniamo siamo soli a curare i nostri figli, genitori, parenti e anche noi spesso non ce la facciamo a sostenere il peso del dolore di vedere i nostri piccoli così vulnerati e così fragili di fronte alla malattia. Aiutateci, ve ne saremo grati”.
Musica da ascoltare e...
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Gran musica gipsy tra fanfare e tamburi
Le due più celebri formazioni di musica gipsy balcanica insieme. Fanfare e tamburi, grancasse e violini per celebrare lo spirito del nomadismo sonoro, il piacere del viaggio, del movimento, la ricerca di approdi sempre nuovi. Che si traduce in una musica che trasforma ogni in piazza nel territorio della festa. Una grande banda con oltre 25 tra cantanti e musicisti provenienti da remoti paesini della Romania e della Macedonia, che esprime un ritmo funk gitano nel quale confluiscono citazioni di pop balcanico, ballate medievali, l’oriente, la Turchia e l’India. Musica dal mondo con la funzione di amplificare il nostro bisogno di stare con gli altri.
Taraf de Haidouks & Kocani Orkestar - Band of Gypsies 2
Crammed
Il nostro giudizio: ••••
Se ti piace ascolta: Boban Markovic, Shantel
Le due più celebri formazioni di musica gipsy balcanica insieme. Fanfare e tamburi, grancasse e violini per celebrare lo spirito del nomadismo sonoro, il piacere del viaggio, del movimento, la ricerca di approdi sempre nuovi. Che si traduce in una musica che trasforma ogni in piazza nel territorio della festa. Una grande banda con oltre 25 tra cantanti e musicisti provenienti da remoti paesini della Romania e della Macedonia, che esprime un ritmo funk gitano nel quale confluiscono citazioni di pop balcanico, ballate medievali, l’oriente, la Turchia e l’India. Musica dal mondo con la funzione di amplificare il nostro bisogno di stare con gli altri.Taraf de Haidouks & Kocani Orkestar - Band of Gypsies 2
Crammed
Il nostro giudizio: ••••
Se ti piace ascolta: Boban Markovic, Shantel
Il cinema di Rita Marcotulli
Pianista dalla visionaria forza compositiva, Rita Marcotulli ha legato in questi anni il suo nome ai temi di alcuni tra i più celebri film prodotti in Italia. Colonne sonore che partono da fraseggi jazz e diventano poi trame evocative di mondi romantici e fantastici.
Rita Marcotulli - Variazioni sul tema
Sard
Il nostro giudizio: ••••
Se ti piace ascolta: Nicola Piovani, Stefano Bollani
Pianista dalla visionaria forza compositiva, Rita Marcotulli ha legato in questi anni il suo nome ai temi di alcuni tra i più celebri film prodotti in Italia. Colonne sonore che partono da fraseggi jazz e diventano poi trame evocative di mondi romantici e fantastici.Rita Marcotulli - Variazioni sul tema
Sard
Il nostro giudizio: ••••
Se ti piace ascolta: Nicola Piovani, Stefano Bollani
Mix su New York anni ‘70
A metà anni ‘70, a New York andò in scena un esperimento sonoro che coinvolse artisti di ogni estrazione. Dai Ramones ai rapper del Bronx alla comunità che diede vita al fenomeno della disco, allora legata alle sue radici ‘nere’. Ora un triplo cd ci restituisce quell’atmosfera irripetibile.
Autori Vari - The Definitive Salsoul Mixes
Harmless
Il nostro giudizio: •••
Se ti piace ascolta: Loleatta Holloway, Ten City
A metà anni ‘70, a New York andò in scena un esperimento sonoro che coinvolse artisti di ogni estrazione. Dai Ramones ai rapper del Bronx alla comunità che diede vita al fenomeno della disco, allora legata alle sue radici ‘nere’. Ora un triplo cd ci restituisce quell’atmosfera irripetibile.Autori Vari - The Definitive Salsoul Mixes
Harmless
Il nostro giudizio: •••
Se ti piace ascolta: Loleatta Holloway, Ten City
La voce di Antonio Amato
Continua la serie discografica che l’etichetta IWM dedica alle “musiche del mondo” viste dall’Italia. Tocca ad Antonio Amato, cantante che con una forza romantica che ha sedotto la stella portoghese del fado, Dulce Pontes, che lo ha voluto al suo fianco nel nuovo disco.
Antonio Amato - Furtuna
IWM
Il nostro giudizio: •••
Se ti piace ascolta: Dulce Pontes, Mauro Palmas
Continua la serie discografica che l’etichetta IWM dedica alle “musiche del mondo” viste dall’Italia. Tocca ad Antonio Amato, cantante che con una forza romantica che ha sedotto la stella portoghese del fado, Dulce Pontes, che lo ha voluto al suo fianco nel nuovo disco.Antonio Amato - Furtuna
IWM
Il nostro giudizio: •••
Se ti piace ascolta: Dulce Pontes, Mauro Palmas
...da leggere
Il racconto del jazz italiano
Stile, gusto per l’improvvisazione, radici nella tradizione culturale afro americana: il jazz è musica che esprime una ribellione interiore, che parla di un universo popolare che si confronta con le partiture colte. In ogni angolo del mondo. Questo volume è immaginato e scritto come un viaggio tra i linguaggi differenti del jazz italiano, dai “padri spirituali” come Giorgio Gaslini e Franco Cerri, alla generazione “politica” di Enrico Rava e Antonello Salis, per arrivare, finalmente, al contemporaneo e a figure come quella di Nicola Conte.
Nicola Gaeta
Una preghiera tra due bicchieri di gin
Ed. Caratterimobili
Stile, gusto per l’improvvisazione, radici nella tradizione culturale afro americana: il jazz è musica che esprime una ribellione interiore, che parla di un universo popolare che si confronta con le partiture colte. In ogni angolo del mondo. Questo volume è immaginato e scritto come un viaggio tra i linguaggi differenti del jazz italiano, dai “padri spirituali” come Giorgio Gaslini e Franco Cerri, alla generazione “politica” di Enrico Rava e Antonello Salis, per arrivare, finalmente, al contemporaneo e a figure come quella di Nicola Conte.Nicola Gaeta
Una preghiera tra due bicchieri di gin
Ed. Caratterimobili
La rivoluzione di Patti Smith
È stata la protagonista del versante “artistico” della rivoluzione punk, Patti Smith, cantante, poetessa che ha attraversato con rabbia e creatività i turbolenti anni ‘80 newyorchesi, componendo canzoni che sembravano reportage “in presa diretta” dalle strade dove Andy Wharol aveva ideato la cultura pop. Questo libro ci restituisce il potere “sociale” di quelle rime che riempirono gli stadi, facendo di Patti Smith, in Italia in particolare, una icona di una ribellione rock. Descritta in canzoni senza tempo come Because the Night e People Have the Power.
Claudia Bonadonna
Patti Smith, testi commentati
Ed. Arcana
È stata la protagonista del versante “artistico” della rivoluzione punk, Patti Smith, cantante, poetessa che ha attraversato con rabbia e creatività i turbolenti anni ‘80 newyorchesi, componendo canzoni che sembravano reportage “in presa diretta” dalle strade dove Andy Wharol aveva ideato la cultura pop. Questo libro ci restituisce il potere “sociale” di quelle rime che riempirono gli stadi, facendo di Patti Smith, in Italia in particolare, una icona di una ribellione rock. Descritta in canzoni senza tempo come Because the Night e People Have the Power.Claudia Bonadonna
Patti Smith, testi commentati
Ed. Arcana
Il tour
George Michael e orchestra
Dopo i trascorsi funk disco con gli Wham!, George Michael ha intrapreso una attività solistica, basata sulle straordinarie doti melodiche della sua voce, componendo una lunga serie di ballate diventate successi senza tempo. Da qualche tempo il cantante inglese ha scoperto il fascino dell’accompagnamento orchestrale, offrendo al pubblico performance dal vivo con formazioni sinfoniche che amplificano i suoi registri quasi lirici. Arriva adesso in Italia per una serie di concerti insieme ai grandi interpreti diSymphonica, una orchestra europea con la quale eseguirà le canzoni più belle tratte dal suo vasto repertorio e una serie di sue personali versioni dei brani che più ha amato e che hanno influenzato la sua carriera. Le date: 10 settembre Firenze, 11 Napoli, 13-14 Verona.
• Per informazioni: tel. 0584-46477
Dopo i trascorsi funk disco con gli Wham!, George Michael ha intrapreso una attività solistica, basata sulle straordinarie doti melodiche della sua voce, componendo una lunga serie di ballate diventate successi senza tempo. Da qualche tempo il cantante inglese ha scoperto il fascino dell’accompagnamento orchestrale, offrendo al pubblico performance dal vivo con formazioni sinfoniche che amplificano i suoi registri quasi lirici. Arriva adesso in Italia per una serie di concerti insieme ai grandi interpreti diSymphonica, una orchestra europea con la quale eseguirà le canzoni più belle tratte dal suo vasto repertorio e una serie di sue personali versioni dei brani che più ha amato e che hanno influenzato la sua carriera. Le date: 10 settembre Firenze, 11 Napoli, 13-14 Verona.• Per informazioni: tel. 0584-46477
Pierfrancesco Pacoda
Musica da sentire...
Incanti caraibici tra Messico e Cuba
Due straordinari virtuosi della chitarra messicani incontrano una orchestra giovanile jazz cubana. Il risultato è un disco esuberante come non avveniva da tempo, rigoglioso come i tropici, una musica che si attacca alla pelle, tra fiati che irrompono e arpeggi che, velocissimi, sembrano voler soltanto trascinarci nel vortice delle danze. Dopo tanti capolavori solisti Rodrigo Y Gabriela cedono al fascino del funk latino, quello più sofisticato eppure sempre sull’orlo della pista da ballo dei nostri sogni. Per chi vuole scoprire come "suona" Cuba dopo il Buena Vista Social Club.
Rodrigo Y Gabriela and C.U.B.A. - Area 52
Carosello
Il nostro giudizio: ••••
Se ti piace ascolta: Buena Vista Social Club, Nuyorican Soul
Due straordinari virtuosi della chitarra messicani incontrano una orchestra giovanile jazz cubana. Il risultato è un disco esuberante come non avveniva da tempo, rigoglioso come i tropici, una musica che si attacca alla pelle, tra fiati che irrompono e arpeggi che, velocissimi, sembrano voler soltanto trascinarci nel vortice delle danze. Dopo tanti capolavori solisti Rodrigo Y Gabriela cedono al fascino del funk latino, quello più sofisticato eppure sempre sull’orlo della pista da ballo dei nostri sogni. Per chi vuole scoprire come "suona" Cuba dopo il Buena Vista Social Club.Rodrigo Y Gabriela and C.U.B.A. - Area 52
Carosello
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Se ti piace ascolta: Buena Vista Social Club, Nuyorican Soul
Artisti per Amnesty
Quattro cd per celebrare I 50 anni di attività di Amnesty International, con 73 cover dei classici di Bob Dylan. Una lista di canzoni e di artisti impressionante, c’è il rock e l’hip hop, il country e il jazz, nell’interpretazione, per fare qualche nome, di Sting, Adele, Patty Smith, Joan Baez, Michael Franti e molti altri.
Autori vari - Chimes of Freedom. The Songs of Bob Dylan
Amnesty
Il nostro giudizio: ••••
Se ti piace ascolta: Bob Dylan, Woody Guthrie
Quattro cd per celebrare I 50 anni di attività di Amnesty International, con 73 cover dei classici di Bob Dylan. Una lista di canzoni e di artisti impressionante, c’è il rock e l’hip hop, il country e il jazz, nell’interpretazione, per fare qualche nome, di Sting, Adele, Patty Smith, Joan Baez, Michael Franti e molti altri.Autori vari - Chimes of Freedom. The Songs of Bob Dylan
Amnesty
Il nostro giudizio: ••••
Se ti piace ascolta: Bob Dylan, Woody Guthrie
Radiohead energia live
I Radiohead live nella loro più intima dimensione sono ritratti in questo dvd. Oltre a 8 brani già pubblicati, il gruppo suona due inediti, che sicuramente faranno parte del repertorio dei concerti del tour estivo che arriverà anche in Italia. Visioni rock filtrate dall’elettronica inseguendo un vecchio sogno pop. Quello dei Pink Floyd agli esordi.
Radiohead - Live from the Basement
Ticker Tape
Il nostro giudizio: ••••
Se ti piace ascolta: Pink Floyd, Talking Heads
I Radiohead live nella loro più intima dimensione sono ritratti in questo dvd. Oltre a 8 brani già pubblicati, il gruppo suona due inediti, che sicuramente faranno parte del repertorio dei concerti del tour estivo che arriverà anche in Italia. Visioni rock filtrate dall’elettronica inseguendo un vecchio sogno pop. Quello dei Pink Floyd agli esordi.Radiohead - Live from the Basement
Ticker Tape
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La passione di Sinead
Le atmosfere fiabesche e oscure ci sono ancora, nella nuova raccolta di canzoni di Sinead O'Connor, che ha portato nel pop tutto il fascino e i misteri dell’Irlanda. Voce che arriva dal profondo e parla direttamente al cuore, pura espressione di suggestioni. Un canto fatto di passione e di sensazioni che uniscono rabbia, amore, speranza.
Sinead o'connor - How About I Be Me (And You Be You)?
One Little Indian
Il nostro giudizio: ••••
Se ti piace ascolta: Kate Bush, U2
Le atmosfere fiabesche e oscure ci sono ancora, nella nuova raccolta di canzoni di Sinead O'Connor, che ha portato nel pop tutto il fascino e i misteri dell’Irlanda. Voce che arriva dal profondo e parla direttamente al cuore, pura espressione di suggestioni. Un canto fatto di passione e di sensazioni che uniscono rabbia, amore, speranza.Sinead o'connor - How About I Be Me (And You Be You)?
One Little Indian
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Se ti piace ascolta: Kate Bush, U2
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Arte psichedelica in musica
Elegante e patinato, questo volume ripercorre la storia dell’arte psichedelica, che ha profondamente influenzato la musica e il costume giovanile negli anni 60. Quando, dopo la "Banana" di Andy Wharol sulla copertina dell’album dei Velvet Underground, la relazione tra rock band e cultura visiva divenne fortissima. Nel libro ci sono le opere di Heinz Edelmann, che realizzò le sequenze animate di Yellow Submarine, il film dei Beatles, di Martin Sharp, il grafico che ideò il giornale OZ, la voce del più creativo underground londinese e le immagini degli album dei Cream, di Eric Clapton, di Marijke Koger, l’illustratrice che decorò il pianoforte di John Lennon e l’Apple Shop di Londra e di altri.
Norman Hathaway e Dan Nadel
Electrical Banana
Damiani Editore
Elegante e patinato, questo volume ripercorre la storia dell’arte psichedelica, che ha profondamente influenzato la musica e il costume giovanile negli anni 60. Quando, dopo la "Banana" di Andy Wharol sulla copertina dell’album dei Velvet Underground, la relazione tra rock band e cultura visiva divenne fortissima. Nel libro ci sono le opere di Heinz Edelmann, che realizzò le sequenze animate di Yellow Submarine, il film dei Beatles, di Martin Sharp, il grafico che ideò il giornale OZ, la voce del più creativo underground londinese e le immagini degli album dei Cream, di Eric Clapton, di Marijke Koger, l’illustratrice che decorò il pianoforte di John Lennon e l’Apple Shop di Londra e di altri.Norman Hathaway e Dan Nadel
Electrical Banana
Damiani Editore
Rock italiano al femminile
Dalle giovani beat degli anni '60 alle rocker del romanticismo anglosassone contemporaneo, le ragazze del rock italiano hanno sempre guardato alla musica come a una forma di comunicazione capace di raccontare le trasformazioni sociali. Questo libro racconta una realtà vivace, quella del pop al femminile, dagli anni psichedelici dell’influenza dei Beatles, con la nascita di gruppi come Le Pupille, Le Amiche e Sonia e le Sorelle. Per arrivare poi al punk e alla new wave e infine alla scena contemporanea, con cantanti e musiciste che hanno un ruolo centrale in molti di gruppi di successo. Da Cristina Scabbia dei Lacuna Coil, fama internazionale, alla bassista dei Verdena Roberta Sammarelli.
Jessica Dainese
Le ragazze del rock
Edizioni Sonicrocket
Dalle giovani beat degli anni '60 alle rocker del romanticismo anglosassone contemporaneo, le ragazze del rock italiano hanno sempre guardato alla musica come a una forma di comunicazione capace di raccontare le trasformazioni sociali. Questo libro racconta una realtà vivace, quella del pop al femminile, dagli anni psichedelici dell’influenza dei Beatles, con la nascita di gruppi come Le Pupille, Le Amiche e Sonia e le Sorelle. Per arrivare poi al punk e alla new wave e infine alla scena contemporanea, con cantanti e musiciste che hanno un ruolo centrale in molti di gruppi di successo. Da Cristina Scabbia dei Lacuna Coil, fama internazionale, alla bassista dei Verdena Roberta Sammarelli.Jessica Dainese
Le ragazze del rock
Edizioni Sonicrocket
Il tour
Le atmosfere di David Sylvian
Le melodie romantiche, eteree che evocavano un Oriente "segreto" cantate da David Sylvian nella colonna sonora di Furyo, sono diventate un classico della pop music.
Interpretate da un musicista che, con i Japan prima, e poi da solo, ha sempre cercato nella glacialità degli strumenti elettronici, il linguaggio per scrivere canzoni dalla sorprendente capacità "cinematografica". Tra fraseggi jazz e suoni pensati come interventi di "design sonoro" Sylvian ha collaborato con artisti che amano far dialogare linguaggi differenti, passando dal minimalismo al rock. Da Ryuichi Sakamoto a Robert Fripp, da Holger Czukai a Jon Hassel ogni suo disco è frammento di una esplorazione senza limiti, come se Sylvian fosse il protagonista di un viaggio dove ogni tappa è l’occasione per entrare in dimensioni inesplorate.
Le date: 1 marzo a Padova, 2 marzo a Milano, 4 marzo a Roma, 5 marzo a Bologna
Per informazioni: tel. 02 6884084
Le melodie romantiche, eteree che evocavano un Oriente "segreto" cantate da David Sylvian nella colonna sonora di Furyo, sono diventate un classico della pop music.Interpretate da un musicista che, con i Japan prima, e poi da solo, ha sempre cercato nella glacialità degli strumenti elettronici, il linguaggio per scrivere canzoni dalla sorprendente capacità "cinematografica". Tra fraseggi jazz e suoni pensati come interventi di "design sonoro" Sylvian ha collaborato con artisti che amano far dialogare linguaggi differenti, passando dal minimalismo al rock. Da Ryuichi Sakamoto a Robert Fripp, da Holger Czukai a Jon Hassel ogni suo disco è frammento di una esplorazione senza limiti, come se Sylvian fosse il protagonista di un viaggio dove ogni tappa è l’occasione per entrare in dimensioni inesplorate.
Le date: 1 marzo a Padova, 2 marzo a Milano, 4 marzo a Roma, 5 marzo a Bologna
Per informazioni: tel. 02 6884084
’intervista
Pierpaolo Capovilla
Pierpaolo Capovilla è il cantante delTeatro degli Orrori, la rock band italiana che più di tutte unisce consapevolezza sociale profonda con un tratto poetico che arriva dalla tradizione della canzone d’autore. Impegnato nei concerti e nei reading dedicati all’opera di Majakowskij. ha appena pubblicato il nuovo album del gruppo, Il Mondo Nuovo, "16 istantanee - come spiega lui stesso -, storie di emigrazione e di migranti".
Pierpaolo, quali sono i dischi che hai più ascoltato durante la registrazione del nuovo album?In quei mesi ho acquistato quattordici (14!) dischi di Scott Walker. Quelli a cui mi sono affezionato di più sono Scott 4, Tilt e The Drift. Trovo incomprensibile come questo artista immenso sia così poco conosciuto in Italia. Scott Walker è non soltanto un crooner dalla voce angelica, ma è sopratutto un poeta raffinatissimo, dalla scrittura molto complessa, colta, profonda. Ho anche comprato Cattive Abitudini, l'ultimo lavoro dei Massimo Volume, forse il miglior gruppo rock italiano in circolazione.
E quali gli ultimi libri letti?La Vergogna e la Fortuna, Storie di Rom, di Bianca Stancanelli: un libro per conoscere la condizione degli zingari in Italia. È struggente. Gli Stati Uniti d'Africa, di Abdourahman A. Waberi, un sorprendente romanzo fanta-politico, dove la geografia del potere così come la conosciamo viene letteralmente ribaltata nel suo opposto. Poesie, di Andrea Zanzotto, il grande e forse l'ultimo vero poeta italiano, scomparso poco tempo fa: è una raccolta esaustiva dell'intera sua opera: imprescindibile.
Chiudiamo con i film...
Guardo così tanti film, che mi è difficile ricordare gli ultimi visti. Ho apprezzato molto Melancholia, di Lars Von Trier, regista che per altro confesso di non aver mai amato. Enrico V, di Kenneth Branagh, la cui interpretazione è impressionante. Eva, di Joseph Losey, un noir indimenticabile, con una Jeanne Moreau al massimo del suo talento, girato nella mia Venezia, nel '62. Un vero capolavoro, come quasi tutti i film di Losey.
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